Piattaforme per l’Open Access:
modelli,tendenze, problematiche

AIB Sezione Toscana; AIB CNUR

Firenze, 25 marzo 2014, Università degli studi, Sala Comparetti

Facoltà di Lettere e Filosofia – Piazza Brunelleschi, 3/4

I migliori risultati dell’accesso aperto alle pubblicazioni accademiche si potranno ottenere quando queste saranno ospitate in piattaforme che le rendano facilmente identificabili e accessibili. Nella selezione delle piattaforme rivestono un rilievo particolare quelle con dimensione internazionali ed europee, supportate dall’azione congiunta di soggetti provenienti da diverse nazioni e che cercano di realizzare una risorsa web moderna collaborando con i loro utenti nella produzione di contenuti e facilitando la creazione di comunità internazionali legate a specifici progetti.
Le piattaforme per l’Open Access (OA) possono rivestire, inoltre, uno scopo bibliometrico e facilitare la peer review, migliorando la disseminazione ed il feedback sulle pubblicazioni scientifiche.
Il convegno si propone di presentare in Italia il modello OA proposto da Open Edition, una delle piattaforme internazionali OA in via di grande sviluppo, selezionata per la giornata di studio.
Dal momento che l’OA è un argomento strategico per le biblioteche accademiche il convegno rappresenta una logica continuazione e un approfondimento della giornata di riflessione sulle biblioteche accademiche organizzata a settembre 2013 da AIB Toscana e AIB CNUR in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze.

Programma

h. 10:00 Benvenuto
h. 10:30-11:30 Sessione 1: Open Edition: presentazione
h. 11:30-12:30 Sessione 2: Risultati del test effettuato sulla piattaforma da: Università Cattolica, Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Università degli Studi di Torino, Istituto Universitario Europeo.

Pausa pranzo

h. 14:00-16:00 Tavola rotonda: Roberto delle Donne (Coordinatore), Mauro Guerrini (Università di Firenze), Giovanni Mari (FUP), Michele Casalini (Torrossa), Costantino Thanos (ISTI CNR), J.C. Peyssard (Open Edition), Lorenzo Armando (Accademia University Press), Elena Giglia (Università di Torino)
h. 16:00-17:00 Discussione e Conclusioni a cura di AIB Toscana e AIB CNUR.

URL: http://www.aib.it/struttura/sezioni/2014/40901-piattaforme-per-lopen-access/. Copyright AIB 2014-02-17. A cura di Serena Spinelli, ultima modifica 2014-03-18

Traduzione da SLA Blog <http://slablogger.typepad.com/sla_blog/2013/02/sla-supports-open-access-to-federally-funded-research.html>

26 FEBRUARY 2013

SLA, insieme a 11 altre organizzazioni bibliotecarie, editoriali, della ricerca e della difesa, ha scritto una lettera per ringraziare il senatore Ron Wyden per aver introdotto un’iniziativa legislativa intitolata “The Fair Access to Science e Technology Research Act” (FASTR). Questo disegno di legge, presentato il 13 febbraio, sarà un importante strumento per garantire che i manoscritti di articoli scientifici peer-reviewed che riportano i risultati della ricerca finanziata dal governo degli Stati Uniti possano essere liberamente accessibili e pienamente utilizzabili da tutti i contribuenti americani – tra cui ricercatori, insegnanti, studenti e imprese.

L’amministrazione Obama è impegnata anche nella proposta che prevede che il cittadino debba avere il diritto ad un accesso facile ai risultati della ricerca scientifica, che ha contribuito a finanziare pagando le tasse. In una nota politica rilasciata il 22 febbraio, l’Office of Science and Technology Policy (OSTP) diretto da enti governativi con oltre 100 milioni di dollari spesi in ricerca e sviluppo a sviluppare piani per rendere liberamente disponibili al pubblico, entro un anno della data di pubblicazione, i risultati della ricerca pubblicati, finanziati dal governo federale. Richiedono inoltre ai ricercatori di maggior conto di gestire i dati digitali derivanti dalla ricerca scientifica finanziata dal governo federale.

Read the letter to Sen. Wyden

Read FASTR

Read the White House Blog, “Expanding Public Access to the Results of Federally Funded Research

Read: the memorandum on increasing access to the results of federally funded scientific research from OSTP Director John Holdren

Da La Stampa.it, TUTTOSCIENZE 20/02/2013

… L’accessibilità dei dati scientifici gioca a favore anche di quella risorsa poco visibile, ma preziosa, rappresentata dai molti professionisti desiderosi di tenersi aggiornati e dai cittadini – più numerosi di quel che si pensi – desiderosi di confrontarsi con ciò che di continuo produce la scienza, italiana e mondiale. Un modo di arricchire il capitale umano dell’Italia e dell’Europa che la Rete rende per la prima volta possibile su così larga scala. …  i risultati della ricerca prodotta con fondi pubblici debbano essere liberamente disponibili online. Una modalità di comunicazione nota come «open access …

LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO

Constantinescu Nicolaie (Kosson) ci segnala l’articolo sulla Digital Preservation, pubblicato in

Archive for the ‘Digital Content’ della Library of Congress:

sparc.arl.org

Open Access Week 2012 Kickoff Webcast Invitation: June 19, 2012 June 19th, 2012It’s a kickoff Webcast for this year’s Open Access Week. We have three (more…)

IN: Open Society

February 14, 2012 | by Melissa Hagemann

How long does it take for an idea to turn into a movement for change? And how long before that movement achieves its goals? Today, the tenth anniversary of the Budapest Open Access Initiative, seems like a good time to ask these questions.

The term “Open Access” (OA), the free online availability of research literature, was first coined at an Open Society sponsored meeting in Budapest in December 2001. The Information Program had supported the distribution of hard copies of scientific journals to universities in Central and Eastern Europe and the former Soviet Union, and was interested in harnessing the power of the internet to more easily put academic research in the hands of those who could benefit.

So we brought together leaders who were exploring alternative publishing models. The group hammered out a declaration that would provide the public with unrestricted, free access to scholarly research—much of which is publicly funded. The declaration, the Budapest Open Access Initiative, urged academics to place their research in institutional archives and it encouraged the creation of new open access journals. The result? Ten years on, troves of scholarly research and information—which had largely been the domain of elite universities and wealthy countries who could afford it—are freely  available to the public.

Today, Open Access is at the forefront of discussions about scholarly communications in the digital age. Open Access  is taught in universities, debated in Parliaments, embraced and opposed by publishers, and most importantly, mandated by over 300 research funders and institutions, including the largest funder of research in the world, the U.S. National Institutes of Health. This rise to prominence is all the more remarkable when considering how ambitious the Budapest Open Access Initiative (BOAI) was, as it sought to change an $8 billion industry.  Few beyond the initial BOAI participants shared the vision that change was possible.

READ MORE

12 JANUARY 2012

The OpenAIRE “Studies on Subject-Specific Requirements for Open Access Infrastructures” highlight the subject-specific requirements to get an in-depth understanding of today’s research infrastructures and future needs. They cover five different disciplines, that of

The study is published as a book and individual chapters, consisting of
  1. an introduction
  2. six subject-specific case studies from highly qualified subject specialists
  3. a comparative conclusionThe case studies address the correlation between subject specificity, Open Access and infrastructure. They show principles of existing research infrastructures and draw conclusions for a roadmap.

LEGGI TUTTO

Open Letter to Elsevier

In: Posted on February 6, 2012 by 

“With this letter”, says Norbert Lossau, Chair of COAR Executive Board, “The Confederation of Open Access Repositories is joining in the growing protest against Elsevier’s practices opposing open access. We strongly believe that open access will greatly improve the impact and use of scholarly publications, and maximize our collective global investment in research.”

“Con questa lettera”, dice Norbert Lossau, presidente del comitato esecutivo COAR,”The Confederation of Open Access Repositories si unisce alla protesta crescente contro le pratiche di Elsevier opposte all’accesso aperto. Siamo fermamente convinti che l’accesso aperto migliorerà notevolmente l’impatto e l’uso delle pubblicazioni accademiche, e massimizzerà il nostro investimento collettivo globale nella ricerca “.

LEGGI TUTTO (eng)

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: